Franco Chimenti

Donato Ala intervista in esclusiva il Presidente della FIG

10/01/2016

Come ogni inizio anno, sento il bisogno di parlare e stimolare il Presidente della Federazione Golf Franco Chimenti. Purtroppo questa volta mi sono dovuto “accontentare” di realizzare l'intervista via telefono e non nei suoi uffici di Roma come ho fatto spesso in passato. Lui in treno verso Firenze io nei miei uffici di Cagliari. L’unica speranza e che la comunicazione non mi faccia perdere il fiume di parole che con maestria ogni volta questo vulcanico presidente non fa mancare al suo intervistatore.

E’ innegabile che il golf non stia passando un buon momento, in realtà come tutti i settori. Forse ci eravamo illusi di appartenere ad una categoria “immune” alla crisi, invece è stata la prima ad essere attaccata, perché sono i beni rinunciabili i primi che soffrono. In più dobbiamo aggiungere che spesso nei circoli e non sto generalizzando, si vive un po’ troppo d’improvvisazione e mancata professionalità attribuibile anche ( diciamolo) a presidenti e consiglieri non sempre preparati ad affrontare nuove avventure dedite alla crescita dei circoli. Di questi casi purtroppo ne conosco diversi, ma come spesso si dice, la crisi genera anche aspetti positivi ed ecco che tutto cambia. I circoli hanno capito o stanno cercando di capire che è ora di cambiare e bisogna farlo prima che sia troppo tardi. Ne parlo con il Presidente Chimenti, so che lui dirà le cose come stanno e le chiedo:

D) Presidente, mentre da una parte l’immagine del golf in Italia sta crescendo, dall’altra si respira un’aria di crisi, circoli che perdono soci, lotta di prezzi tra circoli e molto altro. Non ritiene che la Federazione dovrebbe prendere in mano la situazione dando una strada bene precisa da percorrere?

R) Ti dico che il golf in Italia gode di grandissima salute. Io rispondo per la Federazione ovviamente e ti dico che per la parte sportiva abbiamo uno stuolo di giocatori enorme, quest’anno sono usciti dal novero di giocatori di elevata grandezza, Tadini, Crespi e Pavan, allo stesso tempo sono entrati, Ravano, Bertasio e La Porta. Abbiamo 7 giocatori nel Tour e i 4 classificati che hanno preso la carta hanno fatto si che l’Italia fosse la seconda nazione in Europa per numero di giocatori dopo la Gran Bretagna. La cosa è clamorosa, ma torniamo alla situazione dei circoli. Stiamo parlando di un periodo drammatico per tutto il mondo, ringraziamo dio che la Federazione quest’anno ripete gli stessi numeri del 2014. Finalmente oggi si comincia parlare di impresa, la gente si concede quello che non si poteva permettere più, quindi sono certo che il golf ripartirà senza alcun dubbio. Ovvio, abbiamo perso circa 7000 giocatori in questi anni e ci sta, la crisi non c’è fino a questo punto semmai ci sono troppi Club ed giusto che si ridimensionino gli investimenti, oggi come oggi bisogna solo aspettare che le cose riprendano. Stiamo prendendo una strada diversa, pensa che lo sci è andato alla grandissima fino a quando c’erano atleti di classe e poi è sceso, noi abbiamo campioni che ci permetteranno di affrontare il prossimo futuro.

D) Chimenti, oramai manca poco per le prossime Olimpiadi del Brasile dove il Golf ritornerà che ne pensa?

R) E’ una cosa importantissima per il nostro sport, il Coni chiaro che guarda al Golf con grande speranza e di certo quando sono diventato Presidente di Coni servizi accanto a Malagò il nostro sport gode di maggiore visibilità.

D) Presidente un bilancio da questo 2015 e cosa ci aspetta dal 2016.

R) Sono molto soddisfatto del 2015 un po’ meno soddisfatto per i circoli che sono sicuro potranno vivere di luce propria. Oggi mi aspetto solo risultati migliori per il 2016 e il mio impegno sarà sempre più costante. Auguri di buone feste a tutti i golfisti italiani.

Finisce qui la mia intervista con il Presidente Chimenti al quale tutto si può dire ma non che non ami il nostro splendido sport.